I luoghi

Bagnoli Irpino

Bagnoli Irpino è collocata in una valle circondata da monti, alcuni dei quali superano i 1700 metri di altitudine come il Cervialto ed il Rajamafra. E’ comunque una località dal clima non troppo rigido e molto tranquilla tanto da essere meta turistica rinomata, soprattutto per il relax, il divertimento e le attività sportive, con particolare riferimento agli sport invernali.
Il centro storico di Bagnoli Irpino presenta luoghi di rilievo e di interesse storico ed artistico. Vanno segnalati, tra questi, il castello Cavaniglia, la Chiesa Madre di S. Maria Assunta, la Chiesa di San Domenico, la Torre Civica e la fontana del Gavitone.
Nel territorio di Bagnoli Irpino si trova l’altopiano del Laceno che è situato a circa mille metri sul livello del mare e dista circa otto chilometri dal centro abitato. Circondato dalla splendida natura del Parco Regionale dei Monti Picentini, il Laceno dà il suo nome ad un lago che è alimentato dal torrente Tronola e che sorge dall’inizio del pianoro e si spande intorno all’abitato. L’altopiano è circondato da boschi, pascoli e zone dedicate all’agricoltura.
L’area dedicata alle strutture ricettive si concentra nei pressi della stazione sciistica molto frequentata soprattutto nel periodo invernale. E’ possibile praticare, oltre allo sci e agli sport invernali, attività quali il trekking, l’equitazione, il tiro con l’arco e la mountain bike. E’ possibile effettuare escursioni guidate. Bagnoli Irpino dista:
da Napoli 95 km
da Salerno 68 km
da Roma 285 km

Sant’Angelo dei Lombardi

Sulla cima di un colle, in posizione panoramica, Sant'Angelo dei Lombardi vede nascere il fiume Ofanto, nei pressi del torrente Fredane. Il suo territorio, ricco di acque, è compreso tra la Serra Marcolapone ed il Monte Varricella, nell’Alta Irpinia. Di origini risalenti al X secolo e sede vescovile della zona sin dal XII secolo, deve il proprio nome al culto che i longobardi riservavano all'Arcangelo Michele. Il terremoto del 1980 ha sventrato il vecchio paese, la cui ricostruzione ha modificato l'assetto urbanistico originario. Conserva tuttavia ancora oggi il suo fascino antico che traspare nei portali lapidei antichi disseminati nel centro storico con il castello medievale che ha subito nei secoli rifacimenti normanni e rinascimentali e la cattedrale di origine normanna con il suo bel portale di origine romanica. Nel territorio di Sant'Angelo dei Lombardi rientra un gioiello dell'arte religiosa medioevale, l'Abbazia del Goleto il quale, insieme al santuario di Montevergine, rappresenta il monastero più importante dell'Italia Meridionale.

Abbazia del Goleto

Situato in posizione dominante sulla valle dell’Ofanto, nel territorio di Sant’Angelo dei Lombardi, il complesso fu fondato da S. Guglielmo da Vercelli nel 1133 in una località, lu Gallitu, un tempo dedita al culto pagano del dio Sole. Costituita da un doppio monastero (maschile e femminile), da una chiesa superiore e una inferiore con un casale circostante e un cimitero di servizio, fra il XII ed il XII secolo l’abbazia conobbe un periodo di grande splendore. A partire dal 1348 iniziò un lento declino, che si concluse con la chiusura nel 1515. Tra il XVII e XVIII secolo con il totale restauro del complesso e la costruzione di una chiesa, opera di Domenico Antonio Vaccaro vi fu una rinascita del complesso. Tuttavia con la soppressione degli ordini monastici voluta da Napoleone Bonaparte, anche l'abbazia del Goleto fu abbandonata nel 1807 e le spoglie di San Guglielmo spostate a Montevergine: negli anni fu abbandonata a furti e incuria, mentre ulteriori danni furono causati dal terremoto del 1980, che portò al cedimento degli archi della Chiesa Grande.Solo a partire dal 1973, con l'intervento del Ministero dei Beni Culturali e della Sovrintendenza della Belle Arti di Avellino e Salerno, l'intera struttura è stata completamente restaurata e viene gestita dai Piccoli Fratelli di Gesù. Oggi chi visita il Goleto ha la possibilità di ammirare una serie di ambienti e spazi di fascino straordinario. Bellissima è in particolare la struttura delle due chiese sovrapposte che costituiscono il cuore del complesso. La Cappella di San Luca costituisce uno dei monumenti medievali più preziosi dell’Italia Meridionale. Ancora fanno parte del complesso monumentale l’imponente torre romanica costruita dall’abbadessa Febronia nel 1150 e soprattutto la grandissima aula scoperchiata della Chiesa del Vaccaro. Nusco A circa 900 metri di altezza Nusco, il “balcone dell’Irpinia”, domina le valli dell’Ofanto e del Calore. La cittadina, annoverata tra i “Borghi più belli d’Italia” e luogo di recenti scoperte archeologiche, è circondata da una florida vegetazione. Il centro storico si snoda attorno al nucleo più alto, dove sorgeva il castello longobardo del quale oggi rimangono solo alcune tracce. La storia di Nusco è indissolubilmente legata al Santo patrono Sant’Amato. Le sue ossa sono conservate nella cripta romanica, all’interno della maestosa cattedrale a lui dedicata. Nel centro storico, ben conservato, si avvicendano palazzi nobiliari, portali in pietra, archi e volte, androni con cisterne, vicoletti di ciottoli che testimoniano il ricco passato della cittadina famosa per gli artigiani del legno, del marmo e della ceramica. Numerosi sono gli edifici religiosi, tra cui la chiesa della SS. Trinità, con interessanti affreschi di epoca medievale, e la chiesa di S. Giuseppe dalla facciata barocca.

Avellino

La città di Avellino, capoluogo dell’Irpinia, sorge nella suggestiva Valle del Sabato, in una conca dell’Appennino campano, circondata da pendii boscosi e dominata a Nord-Ovest dal monte Partenio. L’antica Abellinum, sull'antica strada denominata "delle Puglie", ebbe origine da una antica tribù sannitica, gli Hirpini, stanziatisi sulla riva destra del fiume Sabato in un luogo conosciuto oggi come la Civita, nei pressi dell’odierna Atripalda. Successivamente fu ricostruita, in epoca longobarda, nel luogo dell’attuale centro antico e compresa nel ducato di Benevento. Sulla collina della Terra, dove sorgeva in età longobarda l’originario nucleo di Avellino, è oggi possibile visitare numerosi monumenti storici e artistici sopravvissuti al terremoto del 1980, fra cui il più importante è il Duomo, dalla facciata neoclassica e dal campanile romanico, più volte rimaneggiato nel corso del tempo, risalente al XII secolo.

Carcere Borbonico

Il “carcere dal quale si potevano vedere tutti i detenuti”, fu progettato con l’assenso di Ferdinando I di Borbone e realizzato nel 1832 dall'ing. Giuliano De Fazio il quale s’ispirò al modello teorizzato dal filosofo e giurista inglese Sir Bentham (metà XVIII sec.). Pianta esagonale, corpo con cinque bracci a stella, cinque grandi edifici e un muro di un metro e mezzo che li separa dalla strada, sono le caratteristiche di quest’edificio unico nel suo genere. Dismesse le funzioni di carcere dopo il sisma del 1980, l’ex Carcere Borbonico ospita oggi la Pinacoteca Irpina, il Museo del Risorgimento e l’Archivio di Stato. Il complesso accoglie anche mostre, concerti e rappresentazioni teatrali. La Pinacoteca Provinciale vanta un ricco patrimonio pittorico con opere del XIX e XX secolo. Il complesso monumentale ospita anche prestigiose mostre temporanee. Il Museo Irpino del Risorgimento è stato inaugurato dalla Provincia di Avellino in occasione della celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia come un museo dedicato alla storia risorgimentale della provincia di Avellino. La nuova localizzazione ha come proposito la creazione di un contesto nel quale riscoprire, per la prima volta in maniera organica, gli uomini e i luoghi d'Irpinia che hanno vissuto quell'epoca, attraverso un allestimento dal forte impatto emotivo, ricco di contenuti e con frequenti richiami ai luoghi della provincia.

© 2014 Miriade & Partners. All rights reserved.